Spotify e Universal Music Group: accordo storico per cover e remix con l’IA, a pagamento

Una svolta concreta nel rapporto tra intelligenza artificiale e industria discografica. Spotify e Universal Music Group hanno annunciato un accordo di licenza che consentirà agli utenti di creare cover e remix generati dall’IA a partire dai brani degli artisti aderenti. Lo strumento sarà disponibile come componente aggiuntivo a pagamento per gli abbonati Spotify Premium, e genererà ricavi supplementari per artisti e autori, in aggiunta alle royalties ordinarie.

L’accordo copre sia la musica registrata che l’editoria musicale. I brani così creati potranno essere ascoltati da tutti gli utenti della piattaforma, anche non abbonati.

Quello che stiamo costruendo si fonda sul consenso, sul riconoscimento e sulla remunerazione degli artisti e degli autori che scelgono di partecipare

Sir Lucian Grainge, presidente e CEO di Universal Music Group, ha inquadrato l’iniziativa come un progetto centrato sull’artista: un modo per avvicinare i fan alle loro star preferite, approfondire le relazioni e creare nuove opportunità di guadagno, tutto nel segno di un’IA responsabile.

Come funzionerà

La partecipazione sarà su base volontaria: lo strumento sarà disponibile soltanto per i brani degli artisti e degli autori che avranno espressamente acconsentito. L’annuncio ufficiale non ha specificato né la tecnologia generativa alla base della funzionalità, né il prezzo esatto, né la data di lancio.

L’accordo arriva tre mesi dopo che Gustav Söderström, co-CEO di Spotify, aveva dichiarato agli analisti — in occasione dei risultati del quarto trimestre 2025 — che la tecnologia per permettere ai fan di creare remix e cover con l’IA era “pronta”, ma che mancava ancora un quadro normativo sui diritti. Oggi quell’ostacolo sembra superato, almeno con UMG, la più grande società di diritti musicali al mondo.

Il lancio come add-on Premium si inserisce nella strategia di Spotify di monetizzare funzionalità aggiuntive oltre all’abbonamento base. Già a febbraio 2025, Bloomberg aveva anticipato l’ipotesi di un livello “Music Pro” a circa 5,99 dollari in più al mese, con strumenti AI tra i possibili contenuti esclusivi.

Un’intesa nel solco di accordi più ampi

Quella con Spotify si inserisce in una serie di accordi legati all’IA stipulati da Universal nell’ultimo anno. Nell’ottobre 2025, UMG aveva raggiunto un accordo con la piattaforma Udio dopo averla citata in giudizio per violazione del copyright, concordando un servizio di creazione musicale con IA su licenza. Il modello emerso è quello del cosiddetto “giardino recintato”: i contenuti generati non possono essere scaricati né distribuiti al di fuori della piattaforma di origine.

L’accordo odierno si innesta su quello più ampio siglato a gennaio 2025 tra Spotify e UMG, che includeva per la prima volta un accordo diretto con Universal Music Publishing Group negli Stati Uniti.